Cile: l’Italia al Festival del Teatro Santiago

images-marcopolonewsIl teatro italiano sbarca ad una delle principali manifestazioni artistiche in Cile. “Le Sorelle Macaluso” e “La Grande Foresta” sono le due pieces che rappresentano l’Italia al “Festival Internacional de Teatro Santiago”. L’evento, che si tiene nella capitale cilena fino al 24 gennaio, è il principale del settore in Cile e uno dei più importanti di tutta la Regione. Vi partecipano, infatti, non solo compagnie locali ma provenienti pure da tutto il mondo.

Nel 2014 ci sono stati 390 eventi, di cui 67 spettacoli (35 portati in scena da compagnie cilene e 32 di paesi esteri, tra cui l’Italia).

La presenza di lavori italiani, sia in passato sia nell’edizione 2015, appena cominciata, è curata dall’ambasciata italiana a Santiago del Cile e dall’Istituto italiano di cultura nel paese latino americano. Quest’anno i protagonisti sono Francesco Niccolini e Luigi D’Elia per “La Grande Foresta” ed Emma Dante per “Le Sorelle Macaluso”.

Il primo racconta la storia di un bambino che, in un piccolo paese senza nome, cresce tra scuola, casa e un grande bosco. Va a scuola a piedi, corre, non vuole aspettare: vuole crescere e diventare un cacciatore, come suo nonno che però gli impone la lentezza, la scoperta del bosco e delle sue regole, di un mondo che si sta estinguendo, ma che – per chi lo sa guardare con pazienza – è immensamente più bello di quello che stiamo costruendo. Questa è la storia dell’ ultimo lupo abbattuto in quelle terre, e di tutto ciò che morì con lui.

Il secondo spettacolo, invece, è una “storia matriarcale” di una famiglia di sette donne, “Le sorelle Macaluso” appunto, che in occasione della cerimonia per ricordare la morte di una di loro (Antonella) si fermano a ricordare, ad evocare, a rinfacciare, a sognare, a piangere e a ridere della loro storia. È il funerale di una di loro. I morti stanno in fondo, pronti ad apparire e a scomparire, pronti a portarsi via la defunta mentre una strisciata di scotch sul pavimento segna il confine tra qua e là, tra ora e mai più, tra è e fu, una linea sopra cui combattere ancora, alla maniera dei pupi siciliani, con spade e scudi in mano.

Un’occasione rilevante per affermare l’internazionalità del teatro italiano in un Paese dove la presenza di italiani, di seconda e terza generazione se non di quarta, è massiccia e la cultura del nostro paese è guardata con attenzione e ammirazione.

 

di Valentino Vilone

9 Gennaio 2015