Da architettura bellica a new media, al MAXXI nuove mostre

maxxi-marcopolonewsNuova primavera per il MAXXI. Dalle trasformazioni dell’architettura durante la Seconda Guerra Mondiale alle installazioni monumentali dell’artista francese di origine cinese Huang Yong Ping. Dalla riflessione su una grande protagonista dell’architettura mondiale, Lina Bo Bardi, alle installazioni che descrivono i new media visti con gli occhi degli artisti coreani. Il MAXXI, a pochi giorni dalle feste di Natale, inaugura quattro nuove mostre che di fatto ‘riempiono’ il Museo nazionale delle arti del XXI secolo della Capitale.

Quattro esposizioni che si aggiungono alle due già in corso e che, come ha sottolineato Giovanna Melandri, presidente della Fondazione MAXXI, rendono il museo “strapieno. Qualche mese fa abbiamo fatto un gesto forte di discontinuità svuotando il museo con il progetto ‘Open Museum, Open city‘. Adesso, con queste nuove mostre, che si aggiungono a due esposizioni inaugurate poche settimane fa, la prima su arte e moda dal 1945 al 1968 e la seconda sull’Iran, il museo è strapieno di percorsi critici e di ricerca”.

Nel dettaglio, dal 19 dicembre al 3 maggio i visitatori del MAXXI possono ammirare le opere esposte nella mostra ‘Architettura in uniforme. Progettare e costruire per la seconda guerra mondiale’. L’esposizione, curata da Jean Louis Cohen, esplora cosa è successo all’architettura durante il Secondo Conflitto mondiale e i modi diversi in cui gli architetti hanno lavorato in ogni Paese.

La mostra sull’architettura ‘bellica’ è concepita e realizzata dal Canadian Centre for Architecture di Montreal ed adattata dalla Cité de l’Architecture et du patrimoine a Parigi. La versione italiana, organizzata dal MAXXI Architettura diretto da Margherita Guccione, si basa su decenmaxxi-huang-yong-ping-marcopolonewsni di ricerche d’archivio e sul campo.

“La narrazione”, ha spiegato Jean Louis Cohen, curatore della mostra, “comincia con l’invasione dell’Etiopia messa in atto da Mussolini nel 1935. Passa dal bombardamento nazista di Guernica del ’37 e arriva alla bomba atomica che gli americani sganciarono su Hiroshima nel 1945. Il racconto non è cronologico ma tematico, con alcuni accenti geografici  che ci portano dall’America alla Russia e al Giappone, passando per l’Inghilterra, la Germania, la Francia e l’Italia”.

Dalla ricerca storica sull’architettura si approda poi alla mostra ‘Huang Yong Ping. Baton-Serpent‘:  per la prima volta in Italia il lavoro dell’artista francese di origine cinese viene presentato in tutta la sua ricchezza e varietà. La mostra, curata da Hou Hanru, direttore artistico del MAXXI, e in programma dal 19 dicembre al 24 maggio 2015, propone diverse opere tra cui un minareto lungo più di 10 metri, adagiato nella piazza del museo, una riproduzione gigante della montagna di Bugarach, un mulino da preghiera buddista che sfiora il soffitto e lo scheletro di un serpente lungo 30 metri.

“È un progetto molto ricco e complesso. Si tratta”, ha sottolineato Hanru, “di una sfida alla filosofia occidentale e di una critica alla modernità in generale”. Huang Yong Ping, secondo Hanru, “è un artista particolarmente sensibile. Il suo lavoro propone una sorta di apertura nei confronti del destino e del futuro”.

maxxi-newmedia-marcopolonewsAd aprire un focus sulla scena artistica coreana della New Media Art è invece la mostra “The future is now”. Ad essere proposto è un itinerario che va dalle opere pioneristiche di Nam June Paik alle sperimentazioni degli anni Ottanta, passando per la rivoluzione digitale e i cambiamenti culturali introdotti dalla rete e dai social network. L’esposizione presenta 41 opere di 33 artisti coreani e si svolge dal 19 dicembre al 15 marzo 2015.

Si torna infine all’architettura con la mostra “Lina Bo Bardi in Italia. Quello che volevo, era avere Storia”. L’esposizione, curata da Margherita Guccione, è dedicata ad una vera e propria pioniera dell’architettura, divenuta famosa dopo essere emigrata in Brasile, nel 1946. In programma dal 19 dicembre al 15 marzo 2015, l’esposizione ripercorre a ritroso gli anni italiani di Lina Bo Bardi, dalla laurea conseguita a Roma nel 1939 all’attività editoriale svolta a Milano durante la guerra fino al trasferimento in Brasile.

 

19 dicembre 2014 

di Patrizia Tonin