Una locanda nell’isolato Eremo di Santa Caterina del Sasso

Eremo_marcopolonewsSoggiornare a picco sul Lago Maggiore con una vista ampia e mozzafiato in un edificio di grande valore artistico. I visitatori dell’affascinante e isolato Eremo di Santa Caterina del Sasso, complesso religioso costruito nel XII secolo a strapiombo sulla costa lombarda del Lago Maggiore (Varese), possono infatti soggiornare nei pressi della struttura. Ha appena aperto anche ai turisti la “Locanda del Ristoro”, ricavata all’interno delle Cascine del Quiquio. Gli edifici rurali, che si trovano in cima alla roccia che sovrasta l’eremo, erano anticamente una sua pertinenza e tornano così al servizio dell’edificio sacro e a disposizione della comunità.

La rinnovata locanda si trova a pochi passi dal punto di partenza della scalinata e dell’ascensore, che consente di superare il dislivello di oltre una cinquantina di metri. La nuovo opportunità ricettiva è parte del più ampio progetto di valorizzazione dell’eremo siglato dalla Provincia di Varese, dall’ Agenzia Formativa e Strada dei Sapori.

“Un anno fa”, ha ricordato Paolo Bertocchi, consigliere dell’Agenzia Formazione e Istruzione della Provincia, “proprio nel momento in cui emergeva nella sua drammaticità il disavanzo dell’ente, non abbiamo tirato i remi in barca, ma abbiamo voluto scommettere sulle potenzialità di un luogo magico come Santa Caterina, costruendo insieme all’Agenzia Formativa e alla Strada dei Sapori delle Valli Varesine (ente che raccoglie Comuni, Comunità Montane, parchi e produttori locali dell’agroalimentare) un progetto che valorizzasse il sito di Santa Caterina mettendo al centro le scuole e la formazione”.

Soddisfazione è stata espressa anche Angela Viola, presidente della Strada dei Sapori delle Valli Varesine, che gestirà la locanda: “La nostra realtà, che è un ente no profit, è felice di partecipare da un anno a questo progetto insieme a Provincia di Varese e Agenzia Formativa. Il nostro compito è quello di gestire il ristoro dell’eremo e riutilizzare tutto l’utile che deriva da questa attività per potenziare l’offerta turistica e di formazione residenziale nel complesso di Santa Caterina. Oggi con l’apertura della locanda, abbiamo recuperato una serie di spazi prima chiusi al pubblico e potenziato così anche l’offerta ricettiva in un contesto davvero unico a livello internazionale”.

Tradizione vuole che l’Eremo sia stato fondato da Alberto Besozzi, un ricco mercante locale che, scampato ad un nubifragio durante la traversata del lago, decise di ritirarsi su quel tratto di costa e condurre vita da eremita. Lì il Beato Alberto fece edificare una cappella dedicata a Santa Caterina d’Egitto, visibile sul fondo della chiesa. La cappella, che risale al XII secolo, fu affiancata da altre due chiese, San Nicola e Santa Maria Nova, la cui esistenza è certa a partire dal XIV secolo. Dopo un primo periodo storico, durante il quale vi soggiornarono i Domenicani, dal 1314 al 1645 guidarono l’Eremo i frati del convento milanese di Sant’Ambrogio ad Nemus, sostituiti poi dai Carmelitani fino al 1770. Da sottolineare è il miracolo di inizio ’700, quando cinque enormi massi “ballerini” precipitarono sulla chiesa, ma restarono impigliati nella volta di una cappella, senza causare gravi danni, rimanendo sospesi per quasi due secoli, fino al 1910.Sasso_marcopolonews

Questi sassi “traballanti” sembrano dare il nome all’eremo che, per esteso, è Santa Caterina del Sasso Ballaro, anche se è più probabile che l’etimologia del nome sia legata al vicino centro abitato di Ballarate. Dal 1970 l’Eremo è proprietà della Provincia di Varese. Dal 1986 al 1996 è stato retto da una comunità domenicana, oggi invece è passato agli oblati benedettini.

L’Eremo di Santa Caterina del Sasso può essere raggiunto anche con il nuovo ascensore scavato nella roccia realizzato dalla Provincia di Varese. L’opera permette, in particolare alle persone anziane o diversamente abili, di superare in completa agevolezza i 51 metri di dislivello tra il piazzale delle Cascine del Quiquio e l’ingresso vero e proprio all’Eremo. Il nuovo ascensore, che può trasportare fino a 12 persone, è un vero e proprio gioiello di ingegneria. Infatti, il vano corsa è stato realizzato scavando nella roccia un pozzo di 6 metri di diametro, profondo ben 51 metri e collegato a una galleria orizzontale di uscita alle aree sottostanti lunga 45 metri che si apre sulla vista panoramica del lago Maggiore. Questa ardita e spettacolare opera completa la serie di importanti lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza di tutta la zona su cui sorge l’Eremo di Santa Caterina del Sasso. È infatti stata stabilizzata tutta la parete rocciosa soprastante e consolidate le fondazioni della chiesa e del campanile, la cui stabilità era divenuta assai precaria a causa di movimenti gravitazionali che hanno interessato tutto l’ammasso roccioso tra l’Eremo ed il lago.

 

di Leonzio Nocente

2 Agosto 2016