Rapporto I.T.A.L.I.A. 2015: cresce voglia d’Italia nel mondo

italia-marcopolonewsCresce la voglia di Italia nel mondo. C’è infatti un’Italia di cui spesso non si ha consapevolezza e che fa cose di cui essere orgogliosi. Lo testimonia il “Rapporto I.T.A.L.I.A. – Geografie del nuovo Made in Italy” di Fondazione Symbola, Unioncamere e Fondazione Edison, che nasce proprio per raccontare questa parte del Paese. L’analisi è patrocinata dai ministeri degli Affari Esteri, Politiche Agricole, Beni Culturali, Ambiente e Expo Milano 2015.

Scorrendo il rapporto si scopre che l‘Italia sa essere “innovativa, versatile, creativa, reattiva, competitiva e vincente”, soprattutto sui mercati globali. Tanto da esprimere, nonostante i sette anni di crisi, quasi mille prodotti con saldo commerciale attivo da record. Un risultato di tutto riguardo raggiunto grazie a una scelta decisa sulla qualità. Così l’Italia è uno dei soli cinque Paesi al mondo che ha un surplus manifatturiero sopra i 100 miliardi di dollari. In compagnia di grandi potenze industriali come Cina, Germania, Giappone e Corea.

Una leadership che parla di qualità crescente riconosciuta alla manifattura Made in Italy. Dall’introduzione dell’euro, l’Italia ha visto i valori medi unitari dei suoi prodotti salire del 39%, facendo meglio di Regno Unito (36%) e Germania (23%).

Secondo un sondaggio Ipsos circa l’80% degli statunitensi e dei cinesi riconosce nel Made in Italy un grande valore. Sia all’estero che in patria il Made in Italy è infatti sinonimo di moda, artigianato, arredamento, design e cibo, e soprattutto di bellezza e qualità. Due italiani su tre sono disposti a pagare un sovrapprezzo per avere prodotti 100% italiani.

Grazie alla bellezza e alla qualità connaturata ai nostri prodotti, l’Italia continua a produrre cose che piacciono al mondo e che sono sempre più desiderate sui mercati globali. Come dicono i dati relativi alle ricerche su Google dei prodotti Made in Italy, cresciute dal 2011 al 2014 di ben il 22%. Specie in Giappone, Emirati Arabi, Usa, Russia e Brasile. Sfruttare anche le possibilità offerte dalle nuove tecnologie è stata una risposta concreta e già praticata da molte imprese italiane alla contrazione del mercato interno.

È questo il Paese che emerge dal “Rapporto I.T.A.L.I.A. – Geografie del nuovo Made in Italy”, un check up che, pur non nascondendo le difficoltà del mercato interno, misura la competitività del sistema produttivo italiano con un nuovo indicatore, capace di cogliere e leggere in modo assai più fedele e puntuale quanto si muove nella nostra economia: la bilancia commerciale dei singoli prodotti. Vuol dire che se pensiamo al mercato globale come a un’olimpiade, ai prodotti come discipline sportive in cui vince chi ha un export di gran lunga superiore all’import, l’Italia arriva a medaglia quasi mille volte. Fanno meglio di solo Cina, Germania e Stati Uniti.

madeinitaly-marcopolonews“Mentre la crisi sembra finalmente allentare la sua presa sul Paese, è ancora più importante avere un’idea di futuro, capire quale posto vogliamo che l’Italia occupi in un mondo che cambia. Più che in passato”, ha commentato Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola, “l’Italia deve fare l‘Italia, puntare sul gradimento dei prodotti italiani in grandi paesi come Stati Uniti e Cina e sui talenti che il mondo le riconosce: bellezza, qualità, conoscenza, innovazione, territorio e coesione sociale che sempre più incrociano la frontiera della green economy “.

“Le geografie del nuovo Made in Italy fotografano una capacità di reazione alla crisi delle nostre imprese che ha dello straordinario se si tiene conto del sempre difficile contesto internazionale oltre che dei ritardi infrastrutturali, della pressione fiscale e delle criticità burocratiche di cui il Sistema Paese continua a soffrire”, ha sottolineato Claudio Gagliardi, segretario generale di Unioncamere, per il quale “la scelta di investire in qualità, sfruttando le leve dell’eco-innovazione, della cultura e del legame con i territori sta premiando lo sforzo di molti imprenditori facendo raggiungere posizioni da primato nel mondo a tanti prodotti italiani dalla meccanica all’agroindustria, dalla moda al turismo. Ma i primati riguardano anche settori all’avanguardia come l’aerospaziale, le biotecnologie o la robotica”.

L’Italia vanta un totale di 932 prodotti classificatisi primi, secondi o terzi al mondo per saldo commerciale attivo con l’estero. Più nel dettaglio, sono 235 i prodotti ‘medaglia d’oro’ a livello mondiale per saldo commerciale, eccellenze che fanno guadagnare 56 miliardi di dollari. I prodotti Made in Italy che si classificano al secondo posto nel mondo per saldo commerciale sono 376 e fruttano 68 miliardi di dollari. Le ‘medaglie di bronzo’ dell’export italiano sono 321 e valgono un saldo commerciale complessivo di 53 miliardi. Nell’insieme questi campioni dell’export del Made in Italy fanno conquistare al Paese un surplus commerciale di 177 miliardi di dollari. E poi ci sono altri 500 prodotti in cui l’Italia si è classificata quarta o quinta per saldo commerciale mondiale e che hanno  aggiunto alla nostra bilancia commerciale altri 40 miliardi di dollari.

 

di Dario de Marchi

30 Giugno 2015