Cultura: per Matera Capitale visita Commissione UE ai Sassi

commissione ue- matera-cultura-marcopolonewsIl panorama dei Sassi, illuminati da una splendida giornata di sole autunnale e affollati, come al solito, di turisti, ha accolto l’arrivo a Matera della Commissione Europea che dovrà decidere sulla città italiana che sarà “Capitale europea della Cultura 2019”.

Durante l’attesa visita, la cui durata è stata di circa sette ore, i commissari hanno preso contatti con la bellezza dello scenario dell’habitat rupestre e con le antiche tradizioni locali, tra le quali quella dell’impastatura del famoso pane di Matera.

Al Belvedere del Parco della Murgia materana, i commissari sono stati accolti dal sindaco della città lucana, Salvatore Adduce, dal presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, dal presidente del “Comitato Matera 2019”, Paolo Verri, e dall’architetto Pietro Laureano che, nel 1993, fu il relatore all’Unesco per l’inserimento dei rioni Sassi e dell’habitat rupestre nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Anche i cittadini materani si sono preparati alla visita della Commissione Europea addobbando vie e balconi a festa, con tantissime bandiere con il logo Matera 2019, che ha accompagnato la corsa della città lucana verso la candidatura a Capitale europea della Cultura.Dopo il tour nei famosi e suggestivi Sassi, guidato da Laureano che ha mostrato il Sasso Barisano e il Sasso Caveoso, i cinque commissari hanno pure potuto impastare il pane di Matera, in un antico forno della città. E poi, uno per famiglia, i commissari europei sono stati ospiti in cinque case dove sono stati preparati pranzi a base di piatti tipici tradizionali.Tra le tappe previste, anche le visite al Parco scultura della Palomba, dove è stata realizzata con i reperti delle Torri Gemelle una scultura ispirata “all’ultima cena”, e al “Palombaro”, l’antica cisterna di acqua di piazza Vittorio Veneto, nel “cuore” del centro storico.

Le suggestioni che dà Matera, a partire dai suoi mitici Sassi, sono molte. Del resto i Sassi di Matera negli ultimi decenni sono diventati una destinazione nota non solo tra i viaggiatori ma anche i cineasti. I turisti, tuttavia, spesso si avvicinano a questo magnifico luogo senza essere completamente consapevoli di cosa rappresenti e perché nel 1993 sia stato il primo sito del Sud Italia ad essere dichiarato dall’Unesco “Patrimonio Mondiale dell’Umanità”.Di conseguenza, alcuni visitatori dedicano troppo poco tempo alla scoperta di Matera e vanno via perdendo l’occasione di visitare gli angoli più suggestivi di un luogo tra i più antichi e affascinanti al mondo.

Conoscere i Sassi di Matera, insomma, significa coglierne l’essenza, scoprirne la storia e le tradizioni dall'”interno” comprendendo, al tempo stesso, i valori che hanno portato i loro antichi abitanti a creare un sistema-città in piena armonia con la natura e nel rispetto dell’ecosistema. Per percepire “l’anima dei Sassi” e comprendere perché si siano fregiati di questo prestigioso riconoscimento, è opportuno partire proprio dalla definizione utilizzata dall’Unesco per descriverli:”questo è il più eccezionale ed intatto esempio d’insediamento trogloditico nella regione mediterranea, perfettamente adattato al proprio terreno ed ecosistema. Il primo insediamento risale al Paleolitico, mentre i successivi illustrano un numero significativo di fasi della storia sassi-matera-ue-marcopolonewsumana”.

Dunque, i Sassi rappresentano, prima di tutto, l’esempio più significativo di nucleo urbano scavato nella roccia, testimoniando in maniera continuativa “l’arte del vivere in grotta” dal Paleolitico ai giorni nostri. Inoltre, a cominciare dall’VIII-IX secolo, nell’area di Matera e del prospiciente altopiano roccioso delle Murge si insediano numerose comunità monastiche benedettine e bizantine che utilizzano le grotte esistenti e ne scavano di nuove per trasformarle in chiese rupestri. Questi insediamenti monastici saranno attivi per tutto il Medioevo fino all’inizio del Rinascimento e, in alcuni casi, raggiungeranno un alto livello di evoluzione architettonica e iconografica.

Tra i Sassi e il Parco della Murgia materana si contano oltre 150 chiese rupestri, alcune delle quali sono semplici eremi, altre sono laure e altre ancora complessi cenobitici sviluppati su più livelli.

A cominciare dagli anni ’50 Matera è stata un set naturale di numerosi film importanti: basti citare, tra i tanti, “Il Vangelo secondo Matteo” di Pier Paolo Pasolini e “La passione di Cristo” di Mel Gibson. E tutto questo ha enormemente ha contribuito ad aumentare nel mondo l’appeal di Matera come una destinazione turistica e culturale da non perdere. Saranno, queste, caratteristiche tali da sostenere la candidatura a Capitale Europea della Cultura 2019 ?

 

8 ottobre 2014

di Dario de Marchi